Seminario di due giorni a Legno&Edilizia in Fiera a Verona. Insegnare il legno

Oggi che anche in Italia si edifica sempre più con il legno, geometri, ingegneri e architetti devono essere nelle condizioni di insegnare come impiegare al meglio questo materiale. E’ il concetto base del seminario di due giorni, organizzato dalla società Piemmeti il 17 marzo a Veronafiere nella 7^ biennale internazionale Legno&Edilizia. Gli esempi di cattivo impiego del legno sono stati portati da Matteo Guardini docente dello IUAV di Venezia, che ha illustrato alcuni cantieri italiani in cui il legno è stato scelto per l’esterno delle costruzioni: “E’ vero che ci sono edifici in legno che resistono da centinaia di anni, come alcuni ponti svizzeri del Settecento, ma se li vediamo ancor oggi è solo perché vengono costantemente manutenuti sostituendone i pezzi guasti. Il legno ci insegna il concetto di sacrificio: se vogliamo conservarlo dobbiamo curarlo”.

La cura deve riguardare non solo la protezione da acqua e umidità, ma anche da insetti e batteri. Lo ha spiegato Sabrina Palanti del CNR Ivalsa di Firenze, citando tra l’altro il Lictus, insetto australiano che, dopo essere giunto con i legnami importati, da decenni si è stabilito in Europa. Le diagnosi sulle malattie del legno vanno eseguite da tecnologi del legno o biologi, mentre la scelta dei prodotti spetta ai progettisti. “Preservanti generici non servono- ha detto l’esperta- la loro scelta va valutata di volta in volta”.

Il seminario coordinato da Franco Laner docente di Tecnologia del legno all’Istituto di Architettura dell’Università di Venezia, ha ricordato che l’ultimo decreto legislativo in materia di legno stabilisce le regole da usare nelle costruzioni; e ha ricordato che per l’edilizia vanno usati legnami resinosi, mentre sul mercato si vedono spesso lamellari misti. “Potendo usare un elicottero, oggi siamo in grado di alzare rapidamente di un piano una casa calandoci sopra le stanze già ultimate in legno, o inserendo in un condominio il vano ascensore”. Dall’esperto è anche venuto l’invito a costruire col legno secondo le caratteristiche del luogo: perciò no a tetti piatti in alta quota e no a tetti spioventi sul mare; e meglio escludere portici e grandi aperture per mantenere la massima resistenza della struttura.

Se in Inghilterra si costruiscono in legno anche palazzi di 6 piani, in Italia la legge impone di non superare i 4 per evitare particolari autorizzazioni. Ne ha parlato Paolo Lavisci dell’azienda Legnopiù di Prato, che dopo il terremoto dell’Abruzzo ha realizzato in due settimane e senza ponteggi a L’Aquila 27 appartamenti con pareti ventilate. Il ruolo del direttore dei lavori, ha detto Lavisci, prevede oggi l’accertamento in cantiere dei materiali marchiati CE; i professionisti italiani che hanno competenza in materia sono circa 400. La bravura di chi progetta in legno sta nel saper usare le giunture (adesivi, connettori), anche se le connessioni consigliate, che meglio trasmettono le tensioni, sono sempre quelle legno-legno.

Stefano Gasparini docente allo IUAV di Venezia, ha spiegato al pubblico di studenti dell’Istituto geometri Cangrande di Verona intervenuti in Fiera, com’è possibile trasferire immediatamente dal computer al centro di taglio a controllo numerico, il progetto più complesso. Ricevuti i dati, la macchina effettua una simulazione che viene controllata a monitor e quindi si dà l’ok alla lavorazione. “Tali applicazioni permettono di riprendere anche i vecchi insegnamenti costruttivi, realizzando lavori tipici del taglio della sega, con una precisione tale da consegnarci travi con spigoli vivi e arrotondamenti: come se si lavorasse a mano un’opera d’arte”. 

Franco Calzavara presidente dell’Ordine dei Geometri di Verona, ha presentato il sito www.diventogeometra.it progettato per dare ai ragazzi informazioni e prospettive sulla professione.